Bifest 2017: gli incontri in breve

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Si è conclusa sabato 29 aprile a Bari l’ottava edizione del Bifest, il festival del cinema internazionale divenuto negli ultimi anni un importantissimo appuntamento per tutti gli amanti della settima arte. Anteprime, proiezioni di classici senza tempo, lezioni tenute da mostri sacri del cinema italiano (e non solo) e incontri con attori e registi si sono susseguiti attirando l’attenzione di circa 75 mila spettatori.

Da amante del cinema posso reputarmi davvero fortunata nell’aver avuto la possibilità di seguire da vicino alcuni degli incontri. Il Bifest è una macchina che lavora per tutto l’anno cercando di ottenere alti risultati dal punto di vista qualitativo. E allora ecco un breve resoconto delle conferenze più emozionanti tenutesi nel corso del festival.

Dino Risi e Vittorio Gassman: parlano i figli

Il Bifest 2017 è stato dedicato a Dino Risi e Vittorio Gassman, due colonne portanti del cinema italiano apprezzati ed osannati in tutto il mondo. Della loro carriera e dei loro film si sa molto, ma solo chi li ha conosciuti intimamente può raccontare di loro offrendo un punto di vista inedito. A parlare di queste due figure leggendarie sono quindi intervenuti i figli, Claudio Risi e Paola Gassman.

Il figlio del grande regista ha descritto la vena ironica del padre e l’atmosfera divertente che aleggiava sui set dei suoi film in cui sono stati prodotti alcuni dei capolavori della commedia italiana. La professionalità del Maestro era però tale da permettergli di realizzare degli ottimi lungometraggi nonostante le risorse e i mezzi, soprattutto nell’immediato dopoguerra, non fossero sempre all’altezza.

Meno allegro ma davvero toccante è invece il ritratto offerto da Paola Gassman di suo padre Vittorio. Un rapporto familiare costruito e fortificato nel corso del tempo, il suo voler trasmettere ai figli l’amore per la recitazione ma anche il periodo di depressione e il conseguente ricovero sono stati al centro di un incontro emozionante conclusosi con la recitazione di alcuni versi scritti dal Mattatore per la sua prima figlia. Più di un occhio lucido e pelle d’oca in sala.

Riccardo Scamarcio e quelle sue parole contro il pubblico

La notizia ha fatto il giro di tutti i media italiani. Riccardo Scamarcio nel corso di un’intervista rilasciata in occasione della vittoria del premio come miglior attore per la pellicola Pericle il Nero ha inveito contro il pubblico. Ecco, forse è il momento di specificare che in realtà il caso è stato alquanto ingigantito considerando che Scamarcio ha solo riportato alcune provocazioni rivolte agli spettatori già citate molto prima di lui da Carmelo Bene. Qualche fischio e alcune persone fra il pubblico che sono andate vie irritate dal linguaggio non proprio nobile usato dall’attore hanno trasformato la conferenza in un caso mediatico. La verità che posso svelarvi è che invece in molti hanno applaudito Scamarcio, che a fine incontro si è infatti riappacificato  con la folla accorsa in massa abbracciando una spettatrice e indirizzando baci verso la platea. Si dice che nel bene o nel male l’importante è che se ne parli. E di questo incontro se ne è parlato davvero parecchio.

Pamela Villoresi: quando Vittorio Gassman mi prese per il collo

Un’interessante testimonianza del lavoro del grande Vittorio Gassman è stata poi offerta da Pamela Villoresi che ha collaborato a teatro col Mattatore nell’Otello. Ed è proprio parlando di questa esperienza che l’attrice ha raccontato un curioso episodio. Vittorio Gassman, da vero professionista alla ricerca dell’autenticità sul palcoscenico sempre e comunque, non era solito lesinare energie nell’afferrare la sua collega nella scena dell’omicidio di Desdemona. I risultati erano segni lasciati sul corpo dell’attrice, che ha però elogiato la professionalità e la capacità di immedesimazione del grande Vittorio.

L’Associazione Compositori musiche da Film e la difesa dei propri diritti

Quanto è importante la colonna sonora di un film? Molto, anzi moltissimo. Alcune delle pellicole più famose del mondo forse non avrebbero ottenuto lo stesso successo se non fossero state accompagnate da musiche importanti.  Per questo motivo è nata l’ACMF, l’Associazione Compositori Musiche da Film. L’associazione vuole rivendicare il valore delle colonne sonore nelle pellicole quando queste vengono considerate dei semplici complementi. E allora Stefano Caprioli, Riccardo Giagni, Pivio, Stefano Mainetti e Andrea Guerra sono saliti sul palco per sottolineare il valore del loro lavoro. Dalla loro parte anche una spettatrice d’eccezione, Elena Sofia Ricci, che seduta fra il pubblico è intervenuta sottolineando quanto il lavoro dei compositori sia importante e quanto possa cambiare le scene di un film perché, per citare le sue parole, “Cosa sarebbero i film di Spielberg senza la colonna sonora? Ci emozioneremmo lo stesso guardando E.T. che vola via sulla bicicletta senza le musiche di John Williams?”

E come potremmo darle torto?