Michael Keaton parla di The Founder e Trump

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Michael Keaton arrives at the Hollywood Film Awards at the Palladium on Friday, Nov. 14, 2014, in Los Angeles. (Photo by Jordan Strauss/Invision/AP)

Michael Keaton spiega il fascino di Ray Kroc

“Ne sapevo poco o niente, come la maggior parte di noi. Il film ci mostra un dietro le quinte molto intrigante, e ci illumina sui nuovi modelli del capitalismo sfrenato. McDonald non è soltanto un fast-food globale, ma una parabola dell’idea di profitto a tutti i costi con il trucco dei bassi costi. In realtà non sapevo nemmeno dell’esistenza dei due fratelli McDonald. Insomma, ho scoperto una delle più interessanti storie americane. Il primo caso di branding nel mondo.”

Così l’attore Michael Keaton, parlando della storia del film The Founder, che lo vedrà protagonista. Il film (in uscita in Italia il 12 gennaio) tratta le vicende reali di Ray Kroc, creatore della catena di fast-food più famosa al mondo: McDonald’s. Avidità, ambizione, mancanza di scrupoli. Kroc riuscì ad estorcere ai fratelli McDonald, proprietari di un piccolo fastfood e di un metodo innovativo di preparazione degli hamburger, i diritti sul franchising. Dobbiamo quindi aspettarci un personaggio come quello di Daniel Day-Lewis ne Il petroliere?

michael keaton

“Lui fiutava e ci si lanciava sopra, come un cane col suo osso. Rispetto la sua etica di lavoro, la sua determinazione. Forse è esagerato parlare di visione, non so se posso essere d’accordo con quello che faceva, ma ammiro la sua ambizione e la sua determinazione.”

Possiamo aspettarci quindi un Keaton pronto a entrare in un personaggio e renderlo più sfaccettato di quanto la prima impressione può suggerire. Del resto, l’attore americano è uno che ormai con gli oscar ha un buon rapporto. Basti ricordare Il caso Spotlight, del 2016, e Birdman, per la regia di Inarritu, dell’anno precedente. Andando a rispolverare un po’ di ricordi professionali, alla domanda “lei, come Kroc, è uno che rischia?”, Keaton risponde:

“Avevo rischiato con Beetlejuice – che follia di film – e coi Batman di Tim Burton: venivo dalla commedia e in molti pensavano che come supereroe non fossi tagliato. Sapeste le cose che mi sono sentito dire da agenti, manager e amici quando accettai la parte. Pensavano fosse un suicidio professionale. Non lo è stato, come sapete.”

Qualche stoccata contro Trump…

Interrogato sulla politica, poi, Keaton – democratico doc – non ha avuto parole dolci per Trump (come del resto non le ha avute Meryl Streep):

“Non so ancora cosa pensare, ed è meglio che mi moderi nelle parole per non correre il rischio di esplodere e lanciare improperi di cui poi mi pentirei”

michael keaton

E qualche ultima parola sul problema di Trump e la stampa, quest’ultimo tema già affrontato nel già citato Il caso Spotlight e attualmente scottante anche da noi in Italia.

“Ha tendenze tiranniche e autocratiche, e la stampa mai come oggi ha il dovere di monitorare il potere. È l’unica che possa garantire, in maniera neutrale, di dare voce alla democrazia. E guai a chi dice che i media hanno creato Trump: i media hanno cercato di capire il fenomeno Trump e hanno fatto di tutto per mettere in guardia contro la sua idiozia. Io dico ‘Viva la stampa’, più convinto che mai. Dico anche: giovani, scendete in piazza e fatevi ascoltare!”

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