Guardiani della Galassia Vol. 2 – Recensione: star smiles

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Guardiani della Galassia Vol. 2: confermato James Gunn per regia e sceneggiatura, e il cast del primo, si continua sulla stessa onda. Qualche scivolone all’inizio (le battute sulla cacca fanno ridere solo con un po’ più di classe); ma nel complesso regala risate, azione e solita moralina disneyana che scalda i cuori.

Guardiani della Galassia Vol. 2 – citazioni, risate e moraline

Star-Lord (Chris Pratt di nuovo tra le stelle dopo Passengers), Gamora (Zoe Saldana), Drax (Dave Bautista), il procione Rocket (Bradley Cooper) e Baby Groot (Vin Diesel), sono assoldati da alieni altezzosi e dorati. Portano a termine il compito, prendendo con sé la ricompensa (la malvagia Nebula-Karen Gillan) ma anche le batterie che dovevano proteggere. Fuga nello spazio, tra asteroidi e astronavi; ma sul punto di essere distrutti, i Guardiani della Galassia ricevono un aiuto inaspettato da Ego (Kurt Russell), un essere umano che ha un segreto da rivelare a Star-Lord.

Guardiani della Galassia Vol. 2 - Recensione: star smiles

Storia slegata dall’universo Marvel, che si racconta senza doversi incastrare. Questo permette una spensieratezza di temi e sceneggiatura inaspettata. Le battute comiche faticano a ingranare – l’inizio stenta con sorrisi tirati – ma ci si riprende. Lontani gli ammiccanti siparietti Stark-Rogers; qui ogni momento è ogni personaggio sono buoni per rompere la tensione. Ben delineata la strampalata combriccola e la surreale razza dorata di alieni. Citazioni a non finire agli anni ’80, dalla musica a Pac-man a Supercar (David Hasselhoff in agguato). Pratt bamboccione al posto giusto; lo stesso dicasi per Russell. Uno Stallone compare e subito va via. Dialoghi e regia permettono di non prendersi quasi mai sul serio… se si eccettuano le attese moraline di fondo. Burberi dal cuore buono, famiglie che c’erano già, e solite disneyate a cui qualche battuta comica assesta placidi spintoni.

Per concludere…

Guardiani della Galassia Vol. 2 assomiglia molto al primo. Più libero, meno visto, ma con qualche pecca. A sprazzi punta troppo su personaggi già rodati (fanbase Groot in primis), ma riesce a mischiarli bene con la propria inventiva. Uno dei pochi Marvel che regge ancora il colpo.