Moonlight – Recensione del miglior film agli Oscar 2017

0
SHARE

La vittoria di Moonlight agli Oscar 2017 è stata una sorpresa; forse non per tutti, ma per il cast di La La Land di certo sì. Sin dal trailer, e ancora più dopo aver visto il film, l’intenzione che traspare da parte del regista Barry Jenkins è quella di una pellicola “per il sociale”; ma questo, sebbene il rischio stucchevolezza sia alto, non ne offusca minimamente l’ottima qualità.

Moonlight – la lezione di un mondo blu

Moonlight - Recensione del miglior film agli Oscar 2017Solcando le acque di un realismo quasi accanito, seguiamo la storia di Chiron in tre fasi della sua vita. Ognuna di esse scandita dai nomi che, di volta in volta, si ritrova a indossare. Little (Alex R. Hibbert), Chiron (Ashton Sanders), Black (Trevante Rhodes). Stigma nello stigma: in un mondo di afroamericani, Chiron si ritrova col fardello dell’omosessualità. Non c’è opposizione coi “bianchi”, il dramma si consuma in una normalità di colore. Una madre tossica (Naomie Harris) e forse troppo stereotipata, una famiglia da cui trae consigli e speranze (Mahershala Ali Janelle Monàe), bulletti che lo costringono alla paura e alla vergogna.

Ci sono tutti gli elementi per il “caso sociale”, ma recitazione, regia e sceneggiatura tengono il livello altissimo. Mai verboso; laddove il silenzio diverrebbe pesante, si stinge con scelte musicali mai chiassose ed emotivamente penetranti. L’autore Barry Jenkins gioca su una camera che ruota, sul posto e attorno ai personaggi; una camera che balzella incerta, tenuta a mano, che cerca nel movimento non lineare una prova del suo guardare la realtà. Immagini di grande forza visiva; sia nei colori che nelle luci. Nel sonoro, lo stemperarsi delle voci di fronte alle immagini violente, la saltuaria non corrispondenza labbra-parole, rivelano una ricerca percettivo-psicologica che s’intona coi drammi del protagonista.

Moonlight - Recensione del miglior film agli Oscar 2017

Per concludere…

Per quanto non sempre il ritmo risulti scorrevole, Moonlight merita probabilmente il riconoscimento ricevuto. La maestria è evidente, e mai fine a se stessa. Ammicco sociale senza pornografia sentimentale. Un film che getta uno sguardo sul blu di un animo; un animo che può intonarsi con una pelle che, persa nella notte, si accende della sola luce della luna.