Lemony Snicket: Una serie di sfortunati eventi – Recensione

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Abbiamo già parlato dei punti di forza di Una Serie di sfortunati eventi: buone interpretazioni, fondo narrativo valido, dialoghi brillanti. C’è un solo punto importante su cui rischia di cadere: la monotonia. Prodotta da Netflix, la serie tratta dai romanzi di Lemony Snicket è cosparsa di una comicità raffinata, irriverente. Surrealismo, ironia e sarcasmo, giochi di parole, tormentoni metalinguistici; l’uso che se ne fa, però, rischia di azzerare l’opposizione necessaria al comico, facendo perdere mordente.

Una serie di sfortunati eventi – se l’ironia diventa troppa

Lemony Snicket: Una serie di sfortunati eventi - RecensioneParodia delle storie alla Dickens, con orfanelli in lotta contro un nemico malvagio, Una serie di sfortunati eventi narra delle vicende degli orfani Baudelaire, Violet (Malina Weissman) e Klaus (Louis Heynes), alle prese col conte Olaf (Neil Patrick Harris). Dopo la morte dei genitori dei ragazzi, il conte – un attore spiantato – con la sua compagnia di scagnozzi, proverà a mettere le mani sulla loro eredità con stratagemmi ridicoli e cammuffamenti farseschi. Harris magistrale (come lo è stato Jim Carrey nel film del 2004) nel rendere la teatralità camaleontica del suo personaggio.

La serie scansa il più possibile una chiave realistica; scenografie, sceneggiatura, recitazione, personaggi: tutto è estremizzato. Ci si muove in uno scenario da barzelletta, che fa effetto proprio per la sua superficialità e assurdità. I personaggi sono piatti, caratterizzazioni che diventano personalità. Ma, nel clima alla Ionesco, completamente azzeccati.

Lemony Snicket: Una serie di sfortunati eventi - Recensione

Quello che frega è la lunghezza. La struttura non aggancia l’attenzione con stilemi serial-televisivi ma narrativi (suspence tenuta solo dall’ironica voce narrante di Lemony – Patrick Warburton); la trama ne esce dunque ridimensionata, e l’attenzione si sposta interamente sulla sottile efficacia dei dialoghi. La comicità si deve basare su un’opposizione, e questo continuo fluire di surrealtà, dialoghi strampalati, detto-nondetto, riesce a tenere alto il livello per una puntata. Vista tutta d’un fiato, la serie sgonfia le risate proprio per la mancanza di opposti di riferimento (non c’è una realtà da schernire con l’assurdo, se non quella – troppo lontana – delle storie alla Dickens).

Lemony Snicket: Una serie di sfortunati eventi - Recensione

Per concludere…

In definitiva, Una serie di sfortunati eventi è una piacevole serie in cui l’ironia prende troppo il sopravvento. Si consiglia una visione col contagocce, per non rischiare gli sbadigli.